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Visita guidata alla Cappella Sistina - Musei Vaticani

La Cappella Sistina è uno dei più famosi tesori culturali ed artistici della Città del Vaticano, inserita all'interno del percorso dei Musei Vaticani. Fu costruita tra il 1475 e il 1481, all'epoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui prese il nome. È conosciuta in tutto il mondo sia per essere il luogo nel quale si tengono il conclave e altre cerimonie ufficiali del Papa (in passato anche alcune incoronazioni papali), sia per essere decorata con una delle opere d'arte più conosciute e celebrate della civiltà artistica occidentale, gli affreschi di Michelangelo Buonarroti, che ricoprono la volta e la parete di fondo, del Giudizio Universale, sopra l'altare. Essa è considerata per molti una vera e propria bibbia raccontata per immagini. Le pareti inoltre conservano una serie di affreschi di alcuni dei più grandi artisti italiani della seconda metà del Quattrocento quali il Perugino, il Ghirlandaio e Botticelli.

Il Vasari la cita la Cappella Sistina con testuali parole: Quest'opera è stata veramente un faro della nostra arte, ed ha portato tale beneficio e illuminazione all'arte della pittura che fu sufficiente ad illuminare il mondo che per molti secoli era rimasto nell'oscurità. E a dir la verità, chiunque sia un pittore non ha più bisogno di preoccuparsi nel vedere innovazioni e invenzioni, nuovi modi di dipingere le pose, i vestiti sulle figure, e vari dettagli che ispirino un timore reverenziale, perché Michelangelo diede a quest'opera tutta la perfezione che può essere data a tali dettagli.

La consacrazione della cappella risale alla prima messa del 9 agosto 1483, quando venne dedicata all'Assunzione della Vergine Maria.

Lo splendido complesso voluto da Sisto IV fu anche nei decenni successivi al centro degli interessi dei pontefici, con interventi che costituiscono pagine fondamentali dell'arte del pieno Rinascimento.

Cappella sistina creazione di adamoNella primavera del 1504 la particolare natura del terreno su cui sorge la cappella determinò probabilmente il dissesto della parete meridionale che, in seguito ad assestamenti, lasciò una vasta e minacciosa crepa sul soffitto, che necessitò una sospensione di tutte le funzioni nella cappella in via precauzionale. Giulio II, della Rovere, fece restaurare la volta con catene, sia sopra la volta principale che negli ambienti inferiori, rendendola di nuovo agibile solo dopo la metà di ottobre. La lunga crepa venne tamponata con l'inserimento di nuovi mattoni, forse nell'estate del 1504. La precedente decorazione della volta così danneggiata irreparabilmente.

L'idea di far rifare la decorazione della volta a Michelangelo Buonarroti dovette venire a papa Giulio nell'aprile del 1506, come testimonia una lettera inviata allo stesso Michelangelo dal capomastro fiorentino Piero Rosselli, il quale aveva ascoltato la notizia dalla voce del papa stesso. La precipitosa fuga da Roma di Michelangelo, per via degli intrighi che avevano bloccato il suo grandioso progetto della "Sepoltura" del papa, sospese il progetto fino alla riappacificazione col papa, che avvenne nel 1507. La decorazione della volta incontrò numerose difficoltà, tutte brillantemente superate dall'artista e dai suoi collaboratori.

Inizialmente Michelangelo era stato incaricato di dipingere solo dodici figure, gli Apostoli, ma quando il lavoro fu finito ve ne erano presenti più di trecento. Dell'impresa restano numerosi disegni, che rappresentano un documento molto prezioso.

Negl’anni a seguire, numerosi furono ancora gl’interventi per arricchire la decorazione della cappella cosi come quelli per il consolidamento della stessa sotto i papati di Leone X e Adriano VI.

Infine l'ultima grande decorazione della cappella fu voluta da Clemente VII, che commissionò, ancora a Michelangelo, l'enorme affresco del Giudizio universale (1535-1541), in gran parte dipinto al tempo di Paolo III.

Il Giudizio Universale fu oggetto di una pesante disputa tra il cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato di immoralità e intollerabile oscenità, poiché aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza, all'interno della più importante chiesa della cristianità, perciò una campagna di censura.

venne organizzata dal Carafa e monsignor Sernini, ambasciatore di Mantova, per rimuovere gli affreschi. Giorgio Vasari racconta che, il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, accusò il lavoro di Michelangelo descrivendoli come più adatto a un bagno termale che a una cappella, Michelangelo raffigurò i suoi tratti nella figura di Minosse, giudice degli inferi.

In coincidenza con la morte di Michelangelo, venne emessa una legge per coprire i genitali. Così Daniele da Volterra, un apprendista di Michelangelo, dipinse tutta una serie di panneggi e perizomi detti "braghe", che gli valsero il soprannome di "Braghettone".

Gli affreschi che Michelangelo ha realizzato nella Cappella Sistina, ed in particolare quelli della volta e delle lunette che la accompagnano sono stati sottoposti nel corso dei secoli ad un certo numero di restauri, i più recenti dei quali si sono svolti tra il 1980 e il 1994. Questi ultimi hanno provocato stupore presso gli studiosi e gli amanti dell'arte poiché sono stati portati alla luce colori e particolari che la patina scura aveva nascosto per secoli. Particolarmente controversa fu la scelta da adottare per la rimozione o meno delle "braghe" di Daniele da Volterra. Si scelse di rimuovere la maggior parte dei perizomi tranne quelli nelle figure principali, ormai entrati nell'immaginario collettivo, come quello della figura di Daniele.

Nel contesto della visita dei Musei Vaticani la Cappella Sistina, per la sua collocazione all’interno degli stessi, al termine del percorso, vuole quasi rappresentare il suggello di un crescendo di bellezze storico artistiche che si possono incontrare nei locali che precedono l’ingresso alla stessa. Non si può dire completa, per il turista di ogni parte del mondo, la visita della Città di Romasenza prima aver visto questo capolavoro dell’umanità.

Disponibili per servizi di visite guidate nei Musei Vaticani per scuole e gestione della prenotazione presso la biglietteria dei Musei Vaticani (vista la grande richiesta per la visita dei Musei Vaticani si consiglia un ampio preavviso per la prenotazione) .

Prenotare una guida turistica per visita i Musei Vaticani conviene. Prenotando in anticipo l’ingresso ai Musei Vaticani con una guida turistica consente di saltare le lunghe file che spesso si trovano all’ingresso degli stessi e di avere un ingesso diretto ad orario concordato, chiedeteci informazioni alla pagina dei contatti.

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